Il lavoro di Massimo Gardone segue la linea sottile delle sue molteplici voci dell'anima: musica, fotografia e video lo attraversano, lo inseguono e da sempre lo accompagnano nei suoi progetti. Dando vita allo studio Azimut, con Alessandra e Lorenza, ha collaborato con i più importanti grafici italiani e ha contribuito alla comunicazione di marchi prestigiosi. Il suo percorso interiore più sperimentale si concretizza nelle collaborazioni ai video progetti dei N+N Corsino e nel vagabondare tra Shanghai , Hanoi, Marsiglia, Riga, Rotterdam e Vancouver. Nel 2000 pubblica un mini libro, FLOWERS, un catalogo taccuino che immerge il lettore nella liquidità cellulare del colore, scattato talvolta in pellicola e talvolta in digitale, ma mai sviluppato in modo tradizionale. Dell'apparecchio fotografico e video ama l'interpretazione grafica dei formati, le possibilità di frantumazione dello standard, la poeticità della morbidezza e lo scardinamento minimale dalle imposizioni. Negli anni realizza clip musicali, si fa emozionare dalla ricerca sul croma, scopre il mondo polaroid, scruta le nuove potenzialità del digitale e si 'permette' soste, riprese e incursioni in diversi mondi, dall'Habitat Sociale di Antonio Villas ai progetti visivi del musicista Francesco Messina per approdare alla collaborazione con il giovane designer Luca Nichetto. Da queste amicizie e collaborazioni nascono i semi delle future contaminazioni che lo conducono per mano verso la realizzazione di oggetti di design e il recente coraggio di avvicinare il mercato dell'arte contemporanea. Oggi Gardone vorrebbe restare attento alla poetica interiore, fermo a guardarsi posizionare immagini nel mondo, restando a casa, connesso, ad inventarle...
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