AZIMUT.PHOTO nasce dalla spinta emotiva che unisce Massimo Gardone, Alessandra e Lorenza Muran nel percorrere uno spazio comunicativo autonomo. Il lavoro svolto in questi lunghi anni ha attraversato le mode e gli stili della fotografia contemporanea ma è rimasto fedele alla sperimentazione ed alla scelta di conservare e cercare un linguaggio poetico che attraversa il tempo e gli sguardi di tendenza. Il loro percorso di lavoro si dipana da un tappeto scenografico, nato negli anni '80 con la danza ed il teatro (35mm b/n), per svolgersi nello still life degli anni '90 dedicato al design (polaroid 20x25) e riannodarsi nelle possibilità di post produzione digitale offerte dai nuovi media in cui pellicola e formato scompaiono. In AZIMUT.PHOTO convivono un'area commerciale ed una sperimentale nella quale Massimo Gardone ha giocato, inventando e ricollocando le proprie proposte poetiche. Nelle sue esperienze di ricerca, spesso confluite in progetti commerciali, emerge chiaramente l'uso speciale delle diverse tecniche, lo studio dei materiali e le manipolazioni digitali. Grazie alla sapiente conoscenza del linguaggio video, lo studio applica alle immagini fisse sofisticate tecniche di post produzione, frutto di una sensibilità forse lontana dal lavoro fotografico classico ma vicinissima al montaggio filmico d'autore. In virtù di questa capacità inconsueta, le collaborazioni che hanno portato ai progetti più importanti sono nate assieme ai grafici con i quali sperimentazioni e contaminazioni sono sempre possibili. Oggi nelle manipolazioni digitali AZIMUT.PHOTO esprime al massimo la propria capacità di re-interpretazione e montaggio di oggetti in scenari immateriali, adattissimi agli spazi ibridi del contemporaneo in cui vive la sparizione.
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